(WR) A Palermo, tra chiese barocche e antichi palazzi, Assovini Sicilia ha aperto la 22ª edizione di Sicilia en Primeur con una domanda semplice e ambiziosa insieme: come si trasforma un bicchiere di vino in un’esperienza indimenticabile? La risposta, numeri alla mano, sembra che i siciliani la stiano trovando. E non è una risposta banale.
Partiamo dai dati, che in questo caso parlano meglio di qualsiasi suggestione poetica: nel 2025, sei cantine siciliane su dieci hanno visto aumentare i propri visitatori. Non turisti di passaggio, ma viaggiatori che scelgono la Sicilia come destinazione per il vino e sempre più spesso vengono da lontano. Tre quarti degli enoturisti che varcano i cancelli delle cantine isolane arrivano dall’estero, soprattutto da Europa e Stati Uniti.
Cifre che hanno animato il convegno inaugurale di Sicilia en Primeur 2026, la manifestazione ideata da Assovini Sicilia, giunta alla ventiduesima edizione, che fino al 15 maggio porta sull’isola oltre cento giornalisti da tutto il mondo, 56 cantine associate e più di mille etichette in degustazione. Quest’anno la scelta, non casuale, è caduta su Palermo. La città offre cornici straordinarie: il Real Albergo delle Povere appena restaurato, la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo, Palazzo Sant’Elia. Luoghi che raccontano da soli quanto storia e vino, in Sicilia, siano due facce della stessa medaglia.
Accoglienza come identità
“Parlare di vino in Sicilia significa inevitabilmente parlare di viaggio”, ha detto Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia, aprendo i lavori. “Un viaggio che va oltre il calice, fatto di paesaggio, gastronomia, arte e incontro con le comunità locali. Il tema del convegno — Taste the Island, Live the Story — riassume bene questa filosofia: la Sicilia non vuole solo essere assaggiata, vuole essere vissuta”.
E le cantine si stanno attrezzando di conseguenza. Sale degustazione, wine shop, percorsi guidati e personale dedicato all’accoglienza sono ormai la norma, non l’eccezione. Quasi sei aziende su dieci hanno già progettato nuove esperienze per il 2026, puntando su proposte sempre più articolate e premium. Un segnale chiaro: l’enoturismo siciliano ha smesso di improvvisare e ha cominciato a costruire.
Verde per davvero
Ma c’è un aspetto che sorprende più di tutti, e che merita di essere raccontato senza sconti: la sostenibilità. Quasi nove cantine su dieci — l’86,7% — produce energia da fonti rinnovabili. Più della metà copre almeno il 40% del proprio fabbisogno energetico con il verde. L’88% ha eliminato la plastica monouso nell’accoglienza. Sette aziende su dieci usano bottiglie leggere. È una trasformazione strutturale, silenziosa e concreta, che sta cambiando il volto di un’intera filiera. In un momento in cui molte imprese parlano di sostenibilità e poche la praticano davvero, il comparto vitivinicolo siciliano sembra aver imboccato una strada difficile da invertire: una skill vincente per i visitatori internazionali sempre più attenti a questi temi.
I giovani? Ci sono
Un altro tabù viene smontato dalla ricerca dell’Osservatorio Giovani & Vino presentata al convegno: i ragazzi tra i 20 e i 24 anni che consumano vino in Italia sono il 51%, il dato più alto mai registrato per questa fascia d’età. Non sono lontani dal vino: semplicemente cercano qualcosa di diverso. Cercano autenticità, storie, esperienze da vivere direttamente in cantina. L’enoturismo, in questo senso, potrebbe diventare il ponte tra le nuove generazioni e una cultura millenaria.
La Sicilia, ha ricordato l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino, è già la seconda meta enogastronomica d’Italia dopo la Toscana. Un podio conquistato non per caso, ma con anni di lavoro su qualità, identità e capacità di raccontarsi al mondo.
La sfida ora è trasformare tutto questo in valore economico stabile — non solo per le cantine, ma per i territori interi. Perché quando un visitatore sceglie un’azienda vinicola siciliana, non sceglie solo un vino. Sceglie un’isola.
Sicilia en Primeur 2026 è finanziata dall’Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana.

