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Vino siciliano, un faro sui mercati globali: enoturismo e bianchi trainano la crescita nonostante le difficoltà

diRedazione WineReporter

22 Aprile 2026

(WR) In un panorama internazionale di export vinicolo in calo, il vino siciliano resiste e cresce, soprattutto grazie ai bianchi Dop e all’enoturismo come nuova leva strategica. Lo rivela la ricerca Nomisma Wine Monitor per UniCredit, presentata oggi a Palermo in occasione del lancio della XXII edizione di Sicilia en Primeur, in programma dall’11 al 15 maggio.

Il 2025 è stato un anno complesso per il settore: l’export italiano dei vini fermi chiude a -3,6% in valore (-300 milioni di euro), con cali marcati in Nord America (-204 milioni) ed Europa extra-Ue. Trend negativo condiviso da Francia (-4,4%), Spagna (-5,1%) e altri big exporter. Eppure, i bianchi fermi Dop siciliani vanno in controtendenza con +2,4% in export, resistendo persino ai dazi di Trump: +8,4% verso gli Usa contro il -13% medio

I rossi Dop siciliani, invece, perdono l’11%, appesantiti dal mercato americano, primo sbocco (22% dell’export regionale). Ma i dati Istat sottostimano la realtà: parte del vino siciliano esce da porti continentali, gonfiando statistiche altrui. La produzione regionale si attesta a 2,7 milioni di ettolitri annui, con Dop/Igp all’80% (media italiana 72%) e bianchi al 64%.

I bianchi sono i protagonisti e rappresentano la categoria che negli ultimi anni ha trainato l’export di complessivo di vino dall’isola +50% negli ultimi dieci anni, con Usa (22%), Germania (12%), Uk (7%) e Olanda/Canada (6%) in testa. Trend confermato da edizioni precedenti dello studio: nel 2024 +8,9% per i bianchi Dop.

L’enoturismo amplifica questi successi. In Sicilia, crescono gli arrivi turistici nei comuni dell’Etna Doc +17,4% (2019-2024) contro +12,4% della media isolana, superando le medie regionali altrove. Il turismo del vino vale a livello nazionale 3,1 miliardi di euro, diventando non più “piano B” ma un asset chiave. In Sicilia è questo il profilo internazionale degli enoturisti: 40-55 anni (americani, tedeschi, inglesi), non sempre esperti: si deve cogliere l’opportunità per fidelizzarli come ambasciatori.

I produttori prevedono un futuro con esperienze personalizzate, immersive, multisensoriali e culturali. In Italia i consumi dei vini rossi calano (over 60 da 70% a 54% bevitori abituali), ma l’origine resta primaria: più di 4 consumatori su 10 guardano principalmente all’origine del vino (regionale o tramite la presenza di una Dop/Igp) e la Sicilia scommette su tre assi nella manica: paesaggio, storie, gastronomia.

“Il vitivinicolo è il pilastro siciliano in un contesto complesso, ma l’enoturismo è l’opportunità per competitività e territorio”, ha detto Salvatore Malandrino, Regional Manager UniCredit Sicilia.

Assovini Sicilia vede l’enoturismo come asset dinamico: raccontiamo il vino come cultura in un contesto ampio”, ha aggiunto la presidente Mariangela Cambria.

L’evento clou organizzato da Assovini Sicilia è Sicilia en Primeur 2026: l’anteprima dell’annata dei vini isolani per la stampa italiana ed estera, con enotour (12 itinerari), degustazioni, talk. Nata nel 2003, nell’ultima edizione del 2025 hanno partecipato 100 giornalisti e 57 aziende.

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