(WR) Ci sono posti che sembrano fatti apposta per certi riti. Catasta, nel comune di Morano Calabro, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino — l’area protetta più grande d’Italia — è uno di questi. Sabato 23 maggio torna qui il Pollino Cocktail Camp, festival che da qualche anno ha trasformato un angolo di Calabria profonda in un punto di riferimento nazionale per la mixology contemporanea. L’idea di fondo è semplice quanto seducente: prendere le botaniche di questo territorio straordinario — le erbe officinali e aromatiche che crescono sui versanti del Pollino — e farne il cuore di un dialogo tra bartender, liquoristi e produttori provenienti da tutta Italia. Il risultato è un evento che non assomiglia a nessun altro: né una fiera, né una semplice degustazione, ma qualcosa di più vicino a un esperimento sociale all’aperto.
Dalle 17 in poi del 23 maggio, Catasta diventa un grande banco di prova collettivo. Signature cocktail preparati con le botaniche del parco, assaggi di spirits, conversazioni tra professionisti che raramente si trovano tutti nello stesso posto. Tra gli ospiti dell’edizione 2026 ci sono nomi che raccontano bene la geografia creativa della miscelazione italiana: Peppe Doria di Volare (Bologna), César Araujo di Bob The Other Side (Milano), Francesco Bonazzi del Mag Café (Milano), Giuliana Giancano di Pot Pourri (Torino), Julian Biondi di Fermenthinks (Firenze), e poi ancora voci del Sud come Antonio Cristofaro di Brezza (Soverato) e Peke Bochicchio di Barmacia (Potenza). A rappresentare il territorio di casa, Leo Sannicola del Musical Club di Saracena e Valeria Chiappetta di Qcècè di San Nicola Arcella.
La novità più interessante di quest’anno è il salto verso la musica. Per la prima volta il festival ospita una line-up continua dal pomeriggio a tarda sera: funk, elettronica, jazz contaminato con il collettivo torinese Ciao. Discoteca Italiana, il producer napoletano Bassolino, il duo Kokomò e il progetto Italia Serie Oro, punto di riferimento della scena culturale cosentina. Mixology e ricerca sonora che si incontrano, insomma, come ingredienti di uno stesso cocktail. Tra gli special guest spicca anche Roberto Davanzo di BoB Alchimia a Spicchi, figura che sta ridisegnando il linguaggio della pizza contemporanea nel Sud Italia: per l’occasione proporrà una reinterpretazione salata del maritozzo romano. Il confine tra food e drink, anche qui, si fa sempre più sottile.
Il Pollino Cocktail Camp non è solo sabato. Il programma si estende dal 22 al 24 maggio con escursioni botaniche, ciclopasseggiate, visite guidate e laboratori realizzati insieme al Conservatorio di Etnobotanica di Castelluccio Superiore. Un modo per mettere in relazione il gesto del bartender con la radice culturale delle piante che usa — e per ricordare che dietro ogni distillato c’è sempre una storia di territorio. L’ingresso al festival è gratuito. Degustazioni e attività sono a pagamento, con ticket acquistabili anche direttamente in loco. Tutte le informazioni su catasta.org/pollinococktail-camp.

