Dom. Apr 12th, 2026

Pietradolce e Vigna Barbagalli: Il sapore estremo e sostenibile dell’Etna

diUmberto Gambino

28 Gennaio 2019
Michele Faro

Pietradolce è una nuova azienda tra i produttori dell’Etna, fondata nel 2005 dai Faro, una famiglia pioniera nello sviluppo del green business. Faro’s è leader in Europa e in Medio Oriente per la crescita di fiori e piante, grazie a Venerando Faro, 72 anni, di Aci Sant’Antonio (in provincia di Catania) che ha inventato e confezionato un gioiello della natura, Radicepura, un parco naturale, autosufficiente dal punto di vista idrico ed energetico, ad Acireale e tappa obbligata per migliaia di visitatori ogni anno.

Dalla natura alla viticoltura il passo è facile. Il vigneto è una creazione di Michele e Mario Faro, che hanno ereditato dal padre la profonda passione per la natura e la vite.

I vigneti (20 ettari di proprietà) si trovano a Solicchiata e Passopisciaro, nel comune di Castiglione di Sicilia, sul versante nord dell’ Etna. Gli appezzamenti sono tre: due vigneti in contrada Rampante e uno in contrada Zottorinoto, da 600 a 900 m s.l.m., con viti di 50-65 anni, in prevalenza Nerello Mascalese. Una piccola parte del vigneto è coltivata a Carricante, da un vitigno pre-fillossera di 120 anni, le cui uve sono destinate solo all’Archineri Etna Bianco e al bianco di punta, il Sant’Andrea.

Le viti sono coltivate ad arbusto, tra cui la Vigna Barbagalli, le cui uve rosse sono coltivate in basso da una vite centenaria pre-fillossera. Questo è il vino rosso di cui parlo oggi, un chiaro esempio di viticoltura etnea.

Il Nerello Mascalese Vigna Barbagalli è coltivato in terreni sabbiosi, ricchi di minerali.

Le mie note di degustazione. Pietradolce Vigna Barbagalli Etna Rosso DOC 2015. Il colore è quello tipico del Mascalese: rosso rubino chiaro, non profondo. Al naso le note rocciose e minerali sono di grande impatto, mescolate a note balsamiche, chicchi di caffè, cuoio e note di idrocarburi con ricordi di petali di rosa, more selvatiche, spezie come chiodi di garofano e ginepro. L’aroma è intenso ma non travolgente. Con un’ultima annusata, ricorda la cenere vulcanica. In bocca è intenso, ricco, pieno, fresco e salato, abbastanza morbido, con bei tannini e un finale di maraschino. Può sembrare selvaggio, ma è un vino estremo ed eroico ben fatto. Per me è il primo vino che va oltre i confini, mostrando il potenziale della viticoltura dell’area etnea. Un rosso indimenticabile!

Alcune informazioni tecniche. Il Nerello Mascalese proviene da viti centenarie pre-fillossera. Dopo la vendemmia la macerazione delle uve con le bucce dura 18 giorni e poi le uve vengono pigiate delicatamente. Il vino viene affinato 20 mesi in tonneaux di quercia francese e 6 mesi in bottiglia. L’agronomo è Giuseppe Parlavecchio e il consulente è Carlo Ferrini.

Prezzo al dettaglio: € 120 – $ 137 – La mia valutazione: 95/100

www.pietradolce.it

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diUmberto Gambino

Concluso il trentennale percorso televisivo al Tg2 in Rai, si è aperto per me un nuovo capitolo professionale. WineReporter è una vera e propria ripartenza: oggi sono più motivato che mai a dedicare ogni mia energia al mondo della viticoltura e dell'enologia che è e resta il mio habitat naturale. Il mio obiettivo di giornalista è quello di raccontare il vino in modo moderno, senza filtri, con una libertà nuova, utilizzando il potere delle immagini e del web per arrivare dritto al cuore del lettore. Oggi la mia carriera si muove lungo un binario preciso: la narrazione del vino intesa come valore economico, culturale e umano.