(U.G.) Organizzato da Assovini Sicilia, Sicilia en Primeur è l’appuntamento annuale che riunisce i produttori dell’isola per presentare le anteprime delle nuove annate alla stampa specializzata internazionale. Un laboratorio d’assaggio che, edizione dopo edizione, fotografa lo stato di salute di una viticoltura in costante evoluzione. Quest’anno le degustazioni hanno consegnato un verdetto chiaro: l’Etna dei rossi è viva, vigorosa e sempre più capace di confrontarsi con i grandi vini del mondo. E il vulcano attivo più alto d’Europa ha detto la sua con un’alta concentrazione di qualità che non lascia spazio a interpretazioni.
I nostri 10 vini rossi etnei da degustare e gli abbinamenti consigliati
Se c’è una lezione che questa tornata di degustazioni consegna senza possibilità di appello, è che l’Etna non è più una promessa: è una certezza. Il Nerello Mascalese esprime qui sfumature che nessun altro terroir al mondo può imitare. Fumo, erbe officinali, tannini nervosi che con il tempo si nobilitano, una mineralità ferrosa che sa di lava raffreddata: l’Etna parla una lingua propria, e quest’anno l’ha fatto meglio che mai. Tutti i vini degustati raccontano un Nerello Mascalese che non ha più nulla da dimostrare.
Benanti – Etna Rosso DOC Rovittello Particella 349 Alberello Centenario 2019
Un’etichetta che non è una sorpresa per chi conosce l’azienda, una di quelle che hanno rivoluzionato il modo di fare vini sul vulcano. Questo Rovittello da alberello centenario è un’architettura olfattiva raffinata: erbe aromatiche, note balsamiche, rosa rossa e frutti di bosco si dispiegano con ordine e generosità. Al sorso è elegante ed evoluto, speziato con misura, armonico in ogni sua parte. La lunga gittata di cui si percepisce il potenziale lo colloca tra i rossi più significativi dell’isola. Da abbinare con formaggi stagionati siciliani come il Piacentino Ennese.
Palmento Costanzo – Etna Rosso Doc Nero di Sei 2022
Note dolci di frutta rossa ancora fresca, un profumo floreale che invita alla beva. In bocca i tannini sono morbidi, la freschezza è ben calibrata e la lunghezza non delude. Un vino che trova il suo equilibrio nella piacevolezza immediata senza rinunciare alla complessità. Abbinamento: pasta al ragù di maiale.
Cusumano – Alta Mora Etna Rosso Doc Guardiola 2021
Delicato ma inconfondibilmente etneo. Le erbe officinali e le piccole tinte speziate parlano di un Nerello che ha assorbito tutto ciò che il vulcano poteva dargli. Il sorso è fine, concentrato, di classe cristallina. I tannini sono perfetti, l’eleganza è l’aggettivo che si impone naturalmente. Perfetto con involtini di pesce spada.
Girolamo Russo – Etna Rosso Doc San Lorenzo 2024
Ciliegia fresca, spezie dolci, tabacco: un naso pulito e invitante. In bocca l’acidità governa il sorso con autorità, accompagnata da sapidità e intensità. Il ritorno del fumé firma l’appartenenza all’Etna con chiarezza. Concentrato e armonico, è uno dei tre Russo in degustazione che confermano la coerenza straordinaria di questa cantina. Ideale con agnello al forno con patate e rosmarino.
Girolamo Russo – Etna Rosso Doc Feudo di Mezzo 2024
Frutta rossa fresca, spezie, fiori: un bouquet più giovane e vitale. La bocca è composta, compatta, con una piacevole freschezza. I tannini non danno fastidio. L’identità etnea si percepisce netta nel finale caldo e deciso. Da abbinare con pasta con le polpette al sugo.
Girolamo Russo – Etna Rosso Doc Calderara Sottana 2024
Il terzo Russo della batteria è il più floreale del trio: rosmarino, pepe nero, meno frutto. Sorso lungo e caldo, buona freschezza, tannini fini. Il ritorno della frutta rossa chiude elegantemente il cerchio. Si sposa bene con una pizza gourmet con pomodorini, acciughe e olive.
Pietradolce – Etna Rosso Doc Santo Spirito 2021
Dinamico, fresco, sapido, con una scia minerale che attraversa il palato fino al finale di frutta rossa. Un vino che non si siede mai, che tiene il ritmo dall’inizio alla fine. La mineralità vulcanica è qui protagonista dichiarata. Lo beviamo con branzino alla griglia accompagnato da erbe aromatiche.
Pietradolce – Etna Rosso Doc Barbagalli 2020
Ferroso, vulcanico, evoluto. Tabacco, cuoio, cioccolato scuro, confettura di more, balsamico: un bouquet ricco e complesso, tutto proiettato verso l’evoluzione. Al palato è vivace, intenso, persistente, con tannini nobili che sostengono una struttura coerente dal primo all’ultimo sorso. Abbinamento: maialino nero dei Nebrodi arrosto.
Tornatore – Etna Rosso Doc Pietrarizzo 2023
Floreale e speziato, con un lieve tocco balsamico che ammorbidisce il profilo. In bocca è vivace e intenso, con tannini fini e una buona freschezza che allungano il sorso. Un Etna che guarda al futuro con ottimismo. La pasta alla norma è la morte sua.
Graci – Etna Rosso Doc Arcuria Sopra il Pozzo 2021
Bouquet balsamico evoluto, tabacco dolce, fumé, idrocarburo, ferroso: un naso che è già un racconto. L’intensità al sorso è notevole, con tannini nervosi e buona freschezza. Qualche spigolo non compromette un vino che esprime con chiarezza la sua anima etnea. In abbinamento con formaggio maiorchino di lunga stagionatura.
Considerazione finale
Dieci etichette che raccontano tutte la stessa storia con accenti diversi: l’Etna è diventato uno dei grandi terroir del vino mondiale. Non per effetto della moda o del marketing, ma perché il vulcano dà ai suoi vini qualcosa di non riproducibile altrove: quella mineralità ferrosa, quel fumé lontano, quella tensione tra calore e freschezza che è cifra stilistica inconfondibile. Sicilia en Primeur 2026 lo ha confermato una volta di più. Tutto il resto dell’isola – tanta roba – è storia per un’altra puntata.

