Dom. Apr 12th, 2026

Valdarno di Sopra, una denominazione in crescita grazie ai vini con menzione “Vigna”

diRedazione WineReporter

28 Febbraio 2025

di Umberto Gambino

Una denominazione (intesa come viticoltori nel loro insieme) che dimostra di essere compatta, con le idee chiare sulla propria identità e sul proprio futuro, determinata su quale deve essere la strada da percorrere tutti insieme. E’ questa l’impressione avuta nel partecipare alla seconda edizione del Valdarno di Sopra Day. L’evento, dedicato alla denominazione Valdarno di Sopra DOC e ai suoi vini, si è svolto lo scorso 21 febbraio nella splendida tenuta Il Borro della famiglia Ferragamo, a San Giustino Valdarno (Arezzo) e ha chiuso la settimana delle Anteprime Toscane.
Hanno partecipato esperti del settore, un centinaio di giornalisti fra italiani e stranieri e produttori vinicoli, con un programma che ha compreso panel di approfondimento sull’attualità del mondo del vino, masterclass e presentazione delle annate. Hanno aderito all’anteprima 15 delle 23 aziende associate al Consorzio, con 54 etichette in degustazione: 32 vini rossi, 10 bianchi e 2 rosati, fra vitigni in purezza e blend.

“Grazie alle particolari condizioni pedoclimatiche del nostro territorio si possono ottenere grandi vini” ha detto Luca San Just, presidente del Consorzio Valdarno di Sopra. “I Grand Cru, secondo noi, debbono provenire dai migliori vigneti di ciascuna delle nostre aziende. Non è il vitigno che fa il vino grande ma è il piccolo pezzo di terra su cui è piantato: perciò i grandi vini devono parlare il linguaggio del pezzo di terra da cui provengono”.

E’ bene fare il punto sullo stato dell’arte della denominazione Valdarno di Sopra, nata nel 2011. L’11 luglio 2024, dopo un iter durato cinque anni, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto di approvazione delle modifiche al disciplinare di produzione. Queste le principali novità:

  • La zona di produzione è stata allargata alla parte fiorentina del Valdarno di Sopra.
  • Sono state abolite le sottozone riportando il territorio alla sua unicità, così come indicato in origine dal bando di Cosimo III de’ Medici del 1716.
  • E’ stata rafforzata la scelta per una denominazione di territorio e di monovitigno con l’inclusione di diverse tipologie autoctone.
  • Nell’ultimo anno è iniziata una maggiore crescita qualitativa dei vini con menzione “Vigna”, inclusa la tipologia Riserva.

C’è stato un deciso incremento delle rivendicazioni dedicate ai vini “Vigna”, identificati nel disciplinare come vertice qualitativo della denominazione grazie anche all’ideale mappatura dei più importanti cru territoriali. Un aumento favorito dal buon risultato dell’annata 2024 che per qualità e quantità ha permesso di superare le criticità e le problematiche del 2023, chiuso invece con perdite di produzione tra il 40 e il 50% (a causa delle avverse condizioni climatiche e delle malattie della vite), che ha superato anche le rivendicazioni del 2022.

I vertici del Consorzio, insieme a tuti i produttori, hanno ribadito l’intenzione di proseguire la battaglia per ottenere la menzione biologica per l’intera denominazione: un progetto in pista da anni, ma per il quale manca ancora l’autorizzazione definitiva.

Nel disciplinare del Valdarno di Sopra si contano 44 tipologie fra rossi, bianchi, rosati, vendemmie tardive, Riserve, Vin Santo e spumanti, che possono essere prodotte sia in versione monovitigno sia in blend di 16 diverse varietà. La zona di produzione comprende 11 comuni in provincia di Arezzo e 4 in provincia di Firenze.  Il territorio è compreso fra i Monti del Chianti a Ovest e il Pratomagno a Est, a partire dai 170 metri di altitudine. Qui nel Pliocene (4 milioni di anni fa) si era creato un lago che poi, ritirandosi, ha lasciato affiorare dei canyon. I suoli in cui oggi si coltiva la vite sono caratterizzati da strutture di macigno toscano e galestro e l’intera zona è molto piovosa. Dal punto di vista viticolo si possono distinguere “destra Arno” e “sinistra Arno” da cui si ottengono vini lievemente differenti.

L’andamento delle annate in degustazione è stato descritto dal critico e scrittore Armando Castagno. La 2021 è stata caratterizzata da un’estate calda con qualche pioggia a fine agosto e da escursioni termiche rilevanti a settembre, ma anche da una gelata che  ha colpito Italia e Francia nella prima settimana di aprile. Il risultato in bottiglia? Vini scuri, precisi, forti, aromatici, potenzialmente longevi. L’annata 2022, molto calda con piogge sporadiche ad agosto, con una maturazione delle uve profonda, ha portato a vini sensuali, ampi, espressivi, di buona maturità, grazie anche alle acidità elevate. Un millesimo davvero esplosivo!

Interessante, per avere un quadro generale della qualità della denominazione Valdarno di Sopra, è stata la Masterclass a cura della Master Wine Susan Hulme, dal titolo “Valdarno di Sopra Wines: A Sense of Identity”, che ha selezionato alcuni vini con menzione “Vigna” e altri da vitigni autoctoni, mettendoli in relazione ai due diversi versanti della valle.

Questi i vini assaggiati nel corso della Masterclass di Susan Hulme:

La Salceta – Vigna Ruschieto Valdarno di Sopra Doc 2021 (Sangiovese) 13% Vol.
Tenuta Sette Ponti – Vigna dell’Impero Valdarno di Sopra Doc 2019 (Sangiovese) 14,5% Vol.
Il Borro – Polissena vigna Polissena, Valdarno di Sopra Doc 2020 (Sangiovese) 14,5% Vol.
Tenuta San Jacopo – Vigna Mulino, Valdarno di Sopra Doc 2022 (Sangiovese) 14% Vol.
Vigna delle Sanzioni – Valdarno di Sopra Doc Sangiovese Riserva 2023, 15% Vol.
Petrolo – Bòggina C vigna Bòggina, Valdarno di Sopra Doc Sangiovese Riserva 2021, 13,5% Vol.
La Salceta – L’O vigna del Poggiolo, Valdarno di Sopra Doc Orpicchio (vitigno autoctono del luogo) 2024, 13,5% Vol.
Tenuta San Jacopo – Erboli, Toscana IGT Trebbiano 2022, 13% Vol.
Tenuta Sette Ponti – Vigna dell’Impero, Toscana IGT Trebbiano 2023, 13% Vol.
Petrolo – Bòggina B, Toscana IGT Trebbiano 2022, 12% Vol.
Il Borro – Bolle di Borro Metodo Classico Rosato 2018 (Sangiovese, 60 mesi sui lieviti), 11,5% Vol.
Petrolo – Galatrona Valdarno di Sopra Doc 2021 (Merlot).

Tutti i vini rossi hanno in comune freschezza, eleganza, equilibrio e agilità del sorso mentre e si caratterizzano per profumi di fiori rossi, balsamici, spezie dolci ed officinali, piccoli frutti rossi. Sorprendete il bianco autoctono Orpicchio, dalle note di gelsomino, limone, mela verde e banana, per un’intensità aromatica quasi simile ai vini Moscato piemontesi.
Nota a parte per il Galatrona, Merlot in purezza, avvolgente di sottobosco, frutti scuri e note di liquirizia che si schiudono in un sorso morbido, lungo e corposo, dai tannini nervosi, segno di gioventù e promessa di evoluzione. Bolle di Borro è un Metodo Classico rosato da uve Sangiovese che sprigiona tinte di agrumi, lampone, ciliegia e pane tostato, dal gusto cremoso, sapido e avvolgente. Una bella scoperta!

Oltre a Sangiovese e Trebbiano, fra i vitigni autoctoni della denominazione segnaliamo i bianchi Malvasia Bianca Lunga e Orpicchio, i rossi Pugnitello e Foglia Tonda oltre ai tipici toscani Canaiolo nero e Ciliegiolo.   

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