(U.G) Se paragonassimo la totalità dei Chianti Classico degustati a un concerto, per la gran parte dei Chianti Classico, l’Annata 2024 sarebbe la sezione degli archi — vibrante, acida, immediata — ma la Gran Selezione rimarrebbe senza dubbio il solista virtuoso. Mai come quest’anno, il vertice della piramide del Gallo Nero ha dimostrato che non basta un’etichetta dorata per fare l’eleganza: serve il territorio, certo, ma serve soprattutto un tannino “educato” che sappia quando stare al suo posto e sappia anche incontrare il gusto dei consumatori contemporanei, senza mai smentire la propria identità.
Ecco perciò la nostra selezione definitiva dei 20 Chianti Classico Gran Selezione da cui emerge fra le diverse UGA (Unità Geografiche Aggiuntive) che fotografano il territorio del Gallo Nero una geografia precisa: la freschezza montana di Gaiole e la sapidità minerale di San Casciano.
La Top 20 dei Chianti Classico Gran Selezione: l’eccellenza in parole semplici
I maestri dell’equilibrio
- Maurizio Alongi – Vigna Barbischio 2023 (Gaiole):
Melagrana, arancia rossa, ribes, cardamomo per un sorso intenso, vivace, fresco e di struttura, con tannini precisi e fini. Semplicemente elegante. - Tenuta di Arceno – Strada al Sasso 2023 (Castelnuovo Berardenga): Note di fiori e frutta fresca, spezie dolci sullo sfondo. All’assaggio è intenso e giustamente tannico, ma con garbo. Equilibrato e di grande scorrimento.
- Castello di Gabbiano – Cerbaiola 2022 (San Casciano): Nota smaltata e iodata, balsamico e pepe nero. Gusto fresco, sapido, corposo e lungo. In evoluzione, molto elegante.
- Villa Vallacchio – Cristiana 2019 (San Casciano): Una carezza calda, rassicurante, fra cioccolato fondente e tabacco. In bocca riemerge il frutto rosso, spinto da un’acidità vibrante e tannini fini. Elegante e forte.
La forza della tradizione

- Borgo Casa al Vento – V’Incanto 2020 (Gaiole): Note speziate e di frutta scura. Gusto saporito e ben calibrato, dove morbidezza ed equilibrio creano un’armonia che soddisfa il palato.
- Cigliano di Sopra – Gran Selezione 2023 (San Casciano): Note di viola e lampone fresco. Al palato è teso, sapido, con una netta matrice minerale. Verticale e profondo.
- Castello della Paneretta – Torre a Destra 2017 (S. Donato in Poggio): Frutta secca e liquirizia in un sorso che è al top dell’evoluzione. Piacevole, integro e misurato.
- Vignamaggio – Monna Lisa 2018 (Greve): Frutta matura rossa, spezie dolci e balsamicità che si schiudono in un sorso intenso e tannini fini per un finale fresco e coerente.
Tensione e struttura
- Castagnoli – Salita 2021 (Castellina):
Naso giovane di frutti scuri e lieve balsamico. Sorso corposo, progressivo, vivace e lungo. Un vino che non sta mai fermo. - Castello di Meleto – Gran Selezione 2022 (Gaiole): Fiori, frutta rossa e un pizzico di balsamico. Gusto misurato e fine, con tannini eleganti. Un vino moderno dal gran potenziale.
- Castello di Monsanto – Vigna Il Poggio 2022 (S. Donato in Poggio): Naso complesso tra arancia rossa e note ematiche. Sorso verticale, con un nerbo d’acciaio e un tannino che punta dritto all’eleganza, pur avendo ancora strada da fare.
- Ricasoli – Colledilà 2023 (Gaiole): Punte minerali e di pepe nero. Gusto intenso, fresco, quasi piccante nel finale. Struttura solida con un tannino che si distende preciso e lineare.
Il carattere del territorio

- Castello Vicchiomaggio – La Prima 2022 (Greve): Speziato e balsamico. Sorso corposo, muscolare, teso e molto materico. Tannini vivaci ma nobili.
- Tolaini – Vigna Montebello Sette 2022 (Castelnuovo Berardenga): Frutta rossa, cuoio e un pizzico di vaniglia. Sorso vivace e intenso, con un tannino ben lavorato. Uno “stile classico” assolutamente convincente.
- Bindi Sergardi – Mocenni 89 2020 (Vagliagli): Naso vegetale e aromatico. Bocca piacevole, equilibrata, quasi dolce nel finale. Elegante e fresco. Una bella conferma.
- Castello di Ama – San Lorenzo 2022 (Gaiole): Balsamico e frutti scuri. In bocca è minerale, con tannini nervosi e nobili. Impetuoso ed elegante al tempo stesso.
Finezza e prospettiva
- Famiglia Cecchi – Valore di Famiglia 2022 (Castellina):
Speziato e quasi aromatico. In bocca esprime sapidità e morbidezza, con un finale coerente di ciliegia rossa fresca. - Tenuta di Nozzole – Giovanni Folonari 2021 (Greve): Delicato ai profumi tra fiori e frutti rossi. In bocca è fine, con tannini eseguiti a regola d’arte.
- Castello di Bossi – Gran Selezione 2022 (Castelnuovo Berardenga): Tenue e contenuto all’olfatto. Bocca vivace, gustosa e calibrata. Un’eleganza moderna.
- Il Molino di Grace – Il Margone 2023 (Panzano): Nota scura di mirtillo e tabacco dolce. Sorso progressivo, fresco, con un finale mentolato che pulisce il palato. Materico e profondo.
Considerazioni Finali
Se la UGA Gaiole si conferma al Top per complessità e longevità, sono le interpretazioni di San Casciano a regalare i picchi di eleganza più sorprendenti, grazie a una gestione dei tannini che quest’anno è parsa quasi sartoriale. La Gran Selezione 2023, in particolare, sembra aver trovato quella “quadratura del cerchio” tra freschezza e struttura che spesso era mancata nelle annate più siccitose del passato.
Un consiglio per i lettori: non abbiate fretta. Molti di questi vini sono ancora “giovani e nervosi”, ma la stoffa è quella dei grandi campioni. Il tempo farà il resto.

