(U.G.) L’azienda Montevetrano è una tipica storia di vino. Di quelle rare, capaci di attraversare il tempo senza perdere identità, anzi rafforzandola. Nasce sulle colline di San Cipriano Picentino, a pochi chilometri da Salerno, in un antico podere borbonico, all’ombra del castello da cui prende il nome.

Il vino simbolo dell’azienda, l’IGT Colli di Salerno Montevetrano, nasce da un blend ormai iconico: Cabernet Sauvignon, Aglianico e Merlot. Un incontro riuscito tra vitigni internazionali e un grande autoctono del Sud, capace di esprimere struttura, complessità aromatica e una capacità di invecchiamento che può superare i vent’anni. Una sorta di rosso “Super Campania”, se volessimo coniare una definizione per sintetizzare il concetto. Le vigne da cui nasce (cinque ettari su suoli argillosi ricchi di scheletro) godono di un microclima mite, influenzato dal mare e protetto dai Monti Picentini. La produzione è limitata, circa 70 mila bottiglie l’anno, vinificate e imbottigliate interamente in azienda.

Dietro questo successo c’è la visione di Silvia Imparato, figura chiave del vino italiano. Un percorso iniziato quasi per gioco negli Anni Ottanta, insieme a un gruppo di amici e alla consulenza di Riccardo Cotarella, e diventato nel tempo un riferimento assoluto per il panorama enologico nazionale. Pochi giorni fa ho assaggiato questo vino.
Montevetrano 2013 – Colli di Salerno IGT – Cabernet Sauvignon 60%, Aglianico 30%, Merlot 10%.
Le uve vengono raccolte manualmente e vinificate separatamente per ciascun vitigno. La fermentazione alcolica avviene in serbatoi di acciaio inox per circa 20 giorni, con una lunga macerazione sulle bucce e un salasso iniziale di circa il 15%, utile a concentrare struttura e complessità. Terminata la fermentazione, il vino matura per circa 12 mesi in barrique di rovere francese da 225 litri (Nevers, Allier e Tronçais). Segue un ulteriore affinamento in bottiglia di almeno 6 mesi prima della commercializzazione, garantendo equilibrio, eleganza e una notevole capacità di invecchiamento. Prima annata in commercio: 1991.
Note di degustazione: si presenta con un colore rosso rubino intenso e profondo.
Al naso esprime un bouquet ampio e complesso, con note di amarena, prugna e mirtilli, seguite da eleganti sfumature di cacao, spezie dolci e tabacco. Al palato è corposo e raffinato, con tannini setosi e perfettamente integrati. La freschezza sostiene una trama gustativa ricca e armonica. Il finale è lunghissimo, persistente, con ritorni fruttati e speziati che confermano grande equilibrio e potenziale di evoluzione. Si può bere anche fino a 20 anni dall’entrata in commercio.
Lo scorso settembre Montevetrano è stato acquisito da Tenuta Ulisse, cantina abruzzese controllata dal fondo White Bridge Investments II Spa.
Dal punto di vista economico-finanziario, l’operazione punta a mettere insieme artigianalità e struttura industriale, rafforzando la presenza sui mercati internazionali senza snaturare le identità produttive. “L’ingresso in Tenuta Ulisse non significa rinunciare alla nostra identità, ma rafforzarla”, ha sottolineato Silvia Imparato, ribadendo come eleganza, autenticità e fedeltà al territorio siano sempre i pilastri dell’azienda.

