Dom. Apr 12th, 2026

Maso Martis – L’effervescenza delle Dolomiti del Madame Martis 2006 Trentodoc

diUmberto Gambino

4 Marzo 2017
Brindisi in Vigna

“Viviamo nella casa situata nel cuore dei nostri vigneti, per noi il passaggio alla viticoltura biologica è stato la naturale conseguenza del nostro modo di vivere che mira alla qualità della vita”.

Così Antonio Stelzer e Roberta Giuriali, marito e moglie, spiegano la loro scelta di vita, naturale e spontanea, che ha portato alla nascita, nel 1990 dell’azienda agricola Maso Martis, a Martignano, ai piedi del monte Calisio, a Est di Trento (nella regione del Trentino-Alto Adige, Italia di Nord est).

E’ qui, in questa località bellissima, immersa nel verde, a 450 metri di altitudine, che Antonio e Roberto si sono dedicati alla viticoltura, con grande determinazione e un obiettivo fisso: produrre eccellenti bottiglie di spumante Metodo Classico Trento DOC. Quella che ventisette anni fa poteva sembrare una autentica sfida, oggi si è consolidata come una tipologia dal nome fortemente evocativo: “spumanti di montagna”.. Il Metodo Classico con marchio Trento DOC può contare oggi su una cinquantina di cantine di altissimo livello e Maso Martis è una delle sue punte di diamante.

Gli ettari coltivati a vigneto sono 12, su terreno calcareo, ricco di scheletro e roccia rossa trentina. La nostra produzione è limitata è di 60.000 bottiglie all’anno. La vendemmia al maso avviene rigorosamente a mano ed è vissuta ancora oggi come una festa contadina. Maso Martis è certificata biologica dal 2013. Ogni bottiglia di spumante rispecchia l’annata di produzione.

Io ho avuto la fortuna di assaggiare uno dei migliori spumanti trentini in assoluto: il Madame Martis annata 2006. E’ un Trentodoc Riserva che proviene da un blend magico e un po’ inconsueto per la tipologia: 70% Pinot Nero, 25% Chardonnay, 5% Pinot Meunier.

Nel calice si ritrovano nette e intatte l’eleganza del Pinot Nero, la fragranza dello Chardonnay e la morbidezza del Pinot Meunier. “Madame Martis” è infatti una riuscita sintesi dei pregiati elementi che caratterizzano da sempre lo stile armonico e deciso degli spumanti Maso Martis.
E’ forse l’unica azienda che coltiva nel Trentino il Pinot Meunier (uno dei tre classici vitigni dello Champagne) che partecipa e caratterizza un Trento DOC di gran classe e finezza.

Quando ci rendiamo conto che vanta nove anni di affinamento sui lieviti, capiamo che stiamo parlando di un grande vino. Infatti… svela lentamente sensazioni che si aprono su note balsamiche, cacao, yogurt, croissant caldi e fumanti, pera matura e pinoli tostati. Tutto scorre su una sensazione di base che richiama la roccia e il terreno. Evoluto e sapido, al gusto è un bel “treno” di freschezza e armonia: certamente una bollicina “original”, nato e creato in un’ottica spiccatamente femminile, ma con il determinante apporto maschile. Incantevole! Se riuscite a trovarlo: solo 1000 le bottiglie prodotte. Si sposa bene con tagliatelle al ragù di capriolo e speck.

Due particolarità: le bottiglie sono tutte numerate e tutte rivestite da un’elegantissima e originale calza blu, scelta di packaging quanto mai azzeccata dalla brava e lungimirante Roberta Giuriali Stelzer. Il vino, come tutti gli altri ottimi di Maso Martis, è frutto di un bel lavoro di gruppo, che vede in prima linea Andrea Cristelloni in vigna e Matteo Ferrari, enologo, in cantina. Tanti complimenti e Prosit di cuore!

Prezzo: € 80; $ 85; La mia valutazione: 94/100
Vino biologico.

www.masomartis.it

Condividi:
Parliamo di: , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

diUmberto Gambino

Concluso il trentennale percorso televisivo al Tg2 in Rai, si è aperto per me un nuovo capitolo professionale. WineReporter è una vera e propria ripartenza: oggi sono più motivato che mai a dedicare ogni mia energia al mondo della viticoltura e dell'enologia che è e resta il mio habitat naturale. Il mio obiettivo di giornalista è quello di raccontare il vino in modo moderno, senza filtri, con una libertà nuova, utilizzando il potere delle immagini e del web per arrivare dritto al cuore del lettore. Oggi la mia carriera si muove lungo un binario preciso: la narrazione del vino intesa come valore economico, culturale e umano.