Dom. Apr 12th, 2026

Endrizzi Masetto Privé 2008, un Trentodoc Metodo Classico, “caldo e artistico”.

diUmberto Gambino

20 Giugno 2017
Masetto prive millesimato 2013

Dall’incontro di due idee diametralmente opposte potrebbe nascere un ottimo spumante, territoriale e di grande bevibilità: in questo caso, infatti, è nato il Masetto Privè Trentodoc 2008, dal Endrizzi cantina in Trentino. Prima di iniziare la nostra degustazione, però, è bene fare un passo indietro nel tempo 130 anni.

San Michele all’Adige è da sempre il centro vitivinicolo più importante del Trentino. Furono i monaci benedettini dell’Abbazia a promuovere la coltivazione della vite in epoca medievale e a curare i vigneti oggi in parte di proprietà della famiglia Endrizzi.
Nel 1885 l’area divenne proprietà degli Endrici (già “de Endrici” o “Endrizzi” nel dialetto locale). All’inizio del XX secolo, Francesco e Angelo Endrici introdussero nella tenuta il Cabernet Sauvignon e il Merlot, pur facendo buon uso delle varietà locali di Teroldego e Lagrein.

La quarta generazione è rappresentata dal discendente Paolo e dalla moglie Christine, architetto di origine tedesca. I loro diversi background culturali si arricchiscono a vicenda e hanno portato, negli ultimi vent’anni, alla creazione di diverse eccellenti bottiglie di vino. Oggi la generazione successiva, ovvero i figli Lisa Maria e Daniele Endrici, è pronta a prendere le redini dell’azienda.

C’è una sorta di tocco femminile nel più recente e accattivante spumante Endrizzi. In particolare Christine voleva un vino con bollicine fini ed eleganti, ma soprattutto che fosse “caldo”. Ed è proprio questo che ha chiesto al suo enologo Vito Piffer. Nelle sue stesse parole: “Io e Paolo non siamo né tecnici del vino né enologi, ma vogliamo comunque che i nostri vini rappresentino le nostre idee, il nostro terroir e la nostra filosofia, anche se questo significa nuotare controcorrente!”.

Quindi, come vedete, l’idea del “vino caldo” di Christine ha dato a Pfiffer le giuste indicazioni su come doveva essere il vino! Non pensate che sia un meraviglioso incontro di idee?

La loro perseveranza e la volontà di sperimentare novità e qualità li ha portati a creare uno spumante molto longevo. Lo hanno chiamato Masetto Privé: solo 1500 bottiglie prodotte, 100% Chardonnay, da uve raccolte ad altitudini che vanno dai 400 agli 800 metri sul livello del mare. L’idea di base è stata quella di creare un Trentodoc in cui la classica base spumante, minerale e fresca, incontra una base derivata da uve più mature, dando vita a un prodotto ricco di qualità, struttura e freschezza.

Ecco le mie note di degustazione sul Masetto Privè 2008 Trento Doc. Questo vino spumeggiante è stato affinato sui suoi lieviti per 84 mesi prima della sboccatura (degorgement). Il colore è giallo dorato brillante, il perlage morbido e persistente. Gli aromi sono evoluti, intensi, fini e delicati, di acqua di roccia, sambuco, frutta tropicale come pompelmo rosa e papaia, seguiti da cioccolato bianco e da una scia tortuosa di agrumi e mela verde. Il termine “fragranza” sembra appropriato in questo caso. Il gusto è avvolgente, aggraziato, sapido, equilibrato, morbido e fresco. Leggero come una piuma, è molto piacevole da bere. Nonostante i nove anni trascorsi dalla vendemmia e la sua innegabile longevità, è ancora molto fresco.

Alcuni dati tecnici: il mosto derivato dalla pressatura viene fatto fermentare senza essere decantato, in parte in piccole botti di rovere francese e di acacia ungherese e in parte in vasche d’acciaio. Dopo essere stata sottoposta a battonage settimanale fino alla fine di dicembre, la base spumante viene poi affinata in legno e acciaio fino alla fine di giugno. Solo a questo punto viene assemblata la cuveè e avviato il processo di crivellatura. L’invecchiamento sui lieviti (sur lies) viene poi portato avanti per un minimo di 7 anni. Dosaggio zero: nessuna aggiunta di liqueur d’expédition.

Prezzo al dettaglio: € 70; $ 78. La mia valutazione: 91/100

www.endrizzi.it

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diUmberto Gambino

Concluso il trentennale percorso televisivo al Tg2 in Rai, si è aperto per me un nuovo capitolo professionale. WineReporter è una vera e propria ripartenza: oggi sono più motivato che mai a dedicare ogni mia energia al mondo della viticoltura e dell'enologia che è e resta il mio habitat naturale. Il mio obiettivo di giornalista è quello di raccontare il vino in modo moderno, senza filtri, con una libertà nuova, utilizzando il potere delle immagini e del web per arrivare dritto al cuore del lettore. Oggi la mia carriera si muove lungo un binario preciso: la narrazione del vino intesa come valore economico, culturale e umano.