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Cristina Mercuri fa la storia del vino: prima donna italiana Master of Wine

diRedazione WineReporter

19 Febbraio 2026

(WR) Cristina Mercuri è stata proclamata Master of Wine (MW), diventando la prima donna italiana a ottenere uno dei titoli più prestigiosi, rigorosi e selettivi del panorama enologico internazionale. Un riconoscimento, conferito dal prestigioso Institute of Master of Wine, che certifica eccellenza tecnica, solidità accademica e capacità di visione strategica, maturate attraverso anni di studio e una resilienza fuori dal comune.

Nata a Pisa, residente a Milano da quasi vent’anni, Cristina Mercuri è Founder e CEO di Mercuri Wine Club, società di consulenza strategica e Academy di formazione che affianca aziende e professionisti nello sviluppo di posizionamento, comunicazione e cultura del vino, integrando canali tradizionali e digitali.

Prima di approdare al mondo enologico, Cristina Mercuri ha costruito una carriera come avvocata in studi legali internazionali, occupandosi di fusioni, acquisizioni e proprietà intellettuale. Nel 2015 la svolta: il cambio di percorso professionale e l’applicazione al vino dello stesso metodo analitico, del rigore e della disciplina maturati nella professione legale. In meno di dieci anni, un profilo diventato punto di riferimento nel settore, fino al conseguimento del titolo MW.

Il percorso per diventare Master of Wine è noto per la sua complessità: anni di studio, esami altamente selettivi e una tesi di ricerca originale. Mercuri ha superato lo Stage 2 nel 2022, dopo soli due tentativi, per poi completare lo Stage 3 e ottenere la proclamazione definitiva. «È stato un percorso durissimo, fatto di studio quotidiano e senza scorciatoie. Mi ha insegnato metodo, umiltà e una dedizione totale al lavoro», ha dichiarato.

A coronamento del cammino, la tesi finale: Wine, Women and Fascism: A Visual Analysis of the Representation of Women in Propaganda in Enotria (1922–1942). Lo studio applica la semiotica visiva alle copertine illustrate di Enotria, prima rivista italiana specializzata sul vino, analizzando l’uso della rappresentazione femminile in chiave propagandistica durante il Ventennio. Una ricerca che apre una riflessione attuale sulla comunicazione del vino, chiamata oggi ad andare oltre il prodotto per interrogarsi su linguaggi, stereotipi e modelli culturali, con particolare attenzione al ruolo delle donne nel settore.

La neo MW promuove da sempre una comunicazione del vino più consapevole e contemporanea. «Perché il vino italiano non è solo da raccontare – precisa Cristina Mercuri – è da far vivere, con parole nuove e con uno sguardo finalmente libero». Un messaggio che sintetizza una visione moderna del vino e un traguardo che segna una svolta storica per l’enologia italiana.

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