Dom. Apr 12th, 2026

Amarone e non solo: il Sistema Valpolicella punta al Rinascimento di un territorio fra rituali e Green Economy

diUmberto Gambino

3 Febbraio 2026

di Umberto Gambino
Non è solo un vino, ma un rituale collettivo che sfida il tempo e il clima. Ad Amarone Opera Prima, le Gallerie Mercatali si sono trasformate nel palcoscenico di un’annata, la 2021, definita dagli esperti del Consorzio come “la migliore del nuovo millennio”. La notizia vera è la più semplice e contro corrente: in un mondo che corre, la Valpolicella ha scelto consapevolmente di rallentare, riscoprendo la messa a riposo come un’arte sacra e la pergola come scudo naturale contro il global warming.

Vedi sul canale YouTube di WineReporter il servizio video completo con l’intervista al presidente del Consorzio, Christian Marchesini https://youtu.be/ugphDz8Dp4k

L’Identità nel Bicchiere: Verso un Amarone “Gastronomico”
La tendenza è chiara: l’era dei “vini monumento” pesanti e da sola meditazione sta lasciando il passo a un’eleganza vibrante. Il nuovo Amarone cerca la freschezza stratificata, la bevibilità e la tensione sapida. L’annata 2021, nonostante una primavera gelida e un’estate siccitosa, ha regalato uve sane e dotazioni antocianiche superiori alla norma. Il risultato? Vini pronti a sfidare i decenni, ma capaci di farsi godere già oggi a tavola.

Le nuove frontiere per bypassare l’effetto dazi
Con una quota di export che tocca il 60% della produzione le bottiglie della Valpolicella sono presenti in 87 paesi.  Basandosi sui dati diffusi dal Consorzio durante Amarone Opera Prima 2026, l’export dei rossi della Valpolicella nel 2025 ha viaggiato a due velocità molto diverse tra le due sponde del Nord America, influenzato pesantemente da fattori geopolitici e dall’introduzione dei dazi statunitensi.
Il mercato statunitense ha subito una battuta d’arresto significativa nella seconda parte del 2025 a causa dei dazi scattati nel secondo semestre dell’anno che hanno frenato gli ordini e ridotto i margini per gli importatori. In valore l’export verso gli USA ha registrato un gap del – 5,8%.
A differenza degli USA, il Canada si è confermato nel 2025 come il “top buyer”, un autentico porto sicuro per la denominazione con una crescita del 4,8%. Il mercato canadese dimostra ancora una volta di apprezzare l’Amarone, compensando in parte le perdite registrate in altre piazze storiche come la Svizzera (-9,8%) o i paesi scandinavi. Per l’Amarone in particolare il giro d’affari 2025 è stato di oltre 600 milioni di euro.

JC Viens e Christian Marchesini, presidente del Consorzio Vini Valpolicella

Oltre l’Amarone: Il Sistema Valpolicella
Nel contesto di Amarone Opera Prima 2026, il focus si è spostato sulla visione “Valpolicella 2030”, che rappresenta l’evoluzione diretta e il compimento dei progetti avviati nel decennio precedente (come il Green Deal iniziato intorno al 2020). E’ un progetto di “re-invenzione regionale” che poggia su tre pilastri fondamentali. Uno di questi è la ricerca di un vigneto sempre più sostenibile, la svolta green nel vigneto Valpolicella del futuro. Oltre la metà delle vigne (53%) oggi sono certificate sostenibili (SQNPI o Bio).

“La sostenibilità è una leva di mercato fondamentale per il Nord America e il Nord Europa”, ha spiegato il presidente del Consorzio Vini Valpolicella, Christian Marchesini.
Dalla tecnica al rituale (l’identità). Il progetto mira a cambiare la percezione globale della regione: la Valpolicella non deve più essere identificata solo per la “tecnica” dell’appassimento, ma per i suoi rituali. L’obiettivo è trasformare l’immagine dell’Amarone da semplice “vino potente” a caso di studio per l’adattamento e l’artigianalità. Si parla di identità (ciò che rende il vino riconoscibile nel tempo) contrapposta al solo concetto di terroir, per evitare che l’Amarone diventi un prodotto “intercambiabile” sui mercati mondiali.
La rivoluzione della pergola. Un punto centrale del progetto è il ritorno al metodo di allevamento della pergola veronese. Se negli anni ’90 era stata abbandonata in favore del Guyot per ragioni di meccanizzazione, oggi viene riscoperta come “architettura culturale”. I vantaggi pratici? Protegge i grappoli dall’irraggiamento solare diretto; mantiene la freschezza strutturale e i precursori aromatici delle uve. La pergola è diventata lo strumento agronomico principale per combattere il cambiamento climatico. Con dei “dipende” e “non sempre”, segnalati da una parte dei produttori. Allevare la vite a Guyot è la scelta giusta – sostengono – quando il vigneto è alto e non particolarmente esposto ai raggi del sole.

La Masterclass “Back to the Future – Valpolicella 2030”, condotta da JC Viens ha ricordato che nel sistema Valpolicella le pratiche storiche (come il Recioto e la doppia vendemmia) incontrano l’innovazione tecnologica per garantire che l’Amarone non sia solo un vino da collezione ma anche e soprattutto, oggi e in futuro, un vino gastronomico moderno. La denominazione ha riscoperto la sua “dualità” attraverso la tipologia del Ripasso, un ponte perfetto tra la freschezza del Valpolicella Superiore e la profondità dell’Amarone.

Il “Dream Team” della Valpolicella: l’Amarone in nove interpretazioni d’autore

Le Guaite di Noemi: l’attesa del tempoCorvina 35%, Rondinella 20%, Corvinone 35%, altre uve 10%. Vigneti a Mezzane di Sopra. Un progetto che fa della pazienza una virtù teologale. Il 2021 è un colosso in divenire: 100 giorni di appassimento e un lunghissimo riposo (barrique e sei anni di bottiglia) per un blend che include la potenza dell’Oseleta e della Croatina. Se il 2013 è oggi il ritratto dell’eleganza rotonda, il 2021 (in degustazione, campione di botte) si prepara a diventare un ambasciatore di struttura oltreconfine.

Famiglia Furia: l’armonia di Mezzane – Corvina, Corvinone e Rondinella. Dalle valli di Mezzane e Tregnago, un Amarone che punta dritto al piacere della beva. L’obiettivo della cantina è la “complessità elegante” che emerge nell’annata 2020: un vino che non stanca, ma che invita a finire la bottiglia, valorizzando la naturalezza delle uve con affinamenti sartoriali tra barriques di rovere francese (30% del blend) e acciaio (70%).

Massimago: dalla parte dei giovani – Camilla Rossi Chauvenet sfida l’aristocrazia polverosa del vino con il suo “Conte Gastone” 2021, nato dall’uvaggio classico (Corvina, Corvinone e Rondinella). Un Amarone che parla ai giovani attraverso etichette iconiche e un profilo sensoriale basato su leggerezza e freschezza. Qui la pergola è la regina, capace di tradurre il terreno 100% calcareo in vibrazioni floreali e fruttate.

Zimè di Celestino Gaspari: elogio dell’equilibrio nel calice – Celestino Gaspari firma un 2021 che è un inno alla freschezza del frutto: sarà imbottigliato nel 2028. L’annata 2019, invece, grazie a fermentazioni spontanee e un invecchiamento in botte grande, punta tutto sulla bevibilità: un Amarone non “da evento”, ma da occasione, capace di mantenere integrità ed eleganza.

Ilatium Morini: la terza generazione Amarone Valpolicella Leon. 70% di Corvina e Corvinone, 20% Rondinella e 10% Croatina e Oseleta. Vigne a Mezzane di Sotto. Un passaggio di testimone per la famiglia Morini che si traduce in una gestione magistrale delle gradazioni. Il campione da botte 2021 mostra già equilibrio, confrontandosi con un 2019 potente (16,5°) ma sempre composto. Qui la sapienza contadina incontra la tecnica moderna, tra botti da 500 litri e allevamenti a spalliera.

Monteci: tra Classico e alta quota – La cantina mette a confronto due anime: la solarità dell’Amarone Classico 2021 (85% Corvina, 15% Corvinone e Rondinella) e la verticalità della selezione “Costa delle Corone” 2010. E’ questo un Amarone cru “speciale”, nato a 600 metri di altitudine a Fumane, che dimostra come il Corvinone d’alta quota possa sfidare il tempo coniugando insieme grazia e potenza.

Novaia: il ritorno alle originiUn’azienda che “torna a casa” ripiantando la pergola per proteggersi dal sole. Il calice del 2021 è già espressivo e vibrante, ma è il confronto con lo straordinario 2011 a ricordare il potenziale di invecchiamento della valle di Marano: un Amarone che raggiunge l’apice dopo dieci anni e può restarci per trenta.

Montezovo: eleganza orientale – Situata nella Valpolicella orientale, la cantina di proprietà della famiglia Cottini gioca sulle altitudini (fino a 600m). Il confronto tra il giovane 2021 e il sontuoso 2007 rivela la cifra stilistica aziendale: tannini setosi, morbidezza estrema e una persistenza che racconta la finezza del tempo che scorre senza fretta.

Talestri: dal metodo al ritualeAmarone della Valpolicella DOCG 2016. Con il suo Amarone, Talestri (azienda al femminile, guidata dalle sorelle Anna, Lisa e Francesca sotto l’ala del papà Francesco Marcato ) eleva la tecnica a simbolo generazionale. Non chiamatelo solo appassimento: qui si celebra la “messa a riposo”, un rituale che trasforma l’uva in un nettare speziato ed equilibrato. È il manifesto di chi si mette in discussione, portando la sapienza antica del veronese in una veste moderna e vibrante.

Secondo Marco: l’architettura della pergola – Amarone della Valpolicella Classico DOCG 2016. Possiamo definire questo Amarone un atto di resistenza agronomica. Qui la “pergoletta” non è solo tradizione, ma uno strumento per regolare il ritmo della maturazione e proteggere gli aromi dal sole cocente. Il risultato è una freschezza strutturale, non correttiva, che si svela strato dopo strato in un calice complesso e artigianale.

Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani: la Riserva monumentaleAmarone della Valpolicella Classico Riserva Brolo dei Poeti DOCG 2007. Un rosso granato nel calice che ci conduce in un viaggio nel tempo con un clone selezionato negli anni ’80. Una produzione limitatissima (solo 1.600 bottiglie) da un vigneto storico del 1600: un vino di estrema precisione sartoriale, dove la bassa resa garantisce una concentrazione aromatica fuori dal comune che regala nell’immediatezza sentori di fragoline di bosco. E’ questo un vino definito “monumentale” che, dopo un lungo affinamento in botti grandi, si dispiega al palato come una “coda di pavone”. Sapido, persistente e integro, rappresenta l’apice della longevità di un Cru che emoziona per tensione e struttura. Vino di gastronomia e longevità. Top assoluto!

Non c’è solo Amarone

Massimago: La precisione del terroir Bio – Valpolicella Superiore DOC 2021 Bio. Questo vino è una dichiarazione d’amore alle uve fresche. Niente appassimento, solo la “viticoltura eroica” che parla attraverso frutti rossi croccanti e note floreali. Un vino giovane che denota una precisione chirurgica nel descrivere il terroir calcareo, puntando tutto su una freschezza dissetante.

Sartori di Verona: il Ripasso “modello”Valpolicella Ripasso Classico Superiore 2022. Spesso considerato a torto un comprimario, l’etichetta Ripasso di Sartori rivendica il suo ruolo di “ponte” tra freschezza e profondità. È un vino non casuale bensì intenzionale, figlio di una riconnessione con la storia: le bucce del Recioto donano anima a un vino duale, votato come modello assoluto della categoria per la sua riconoscibilità ed equilibrio.

Cantina di Negrar Domini Veneti: l’Ancestrale AmandorlatoRecioto della Valpolicella Classico Amandorlato DOCG 2015. Il viaggio si chiude dove tutto è iniziato: con il Recioto Classico Amandorlato 2015. È il vino di Plinio il Vecchio, il ristoro delle puerpere, l’antenato dell’Amarone. Dolce con garbo e con un finale di mandorla amara che ne definisce il carattere, è un perfetto esempio di “autocontrollo” enologico: una perla storica che sposa divinamente i formaggi stagionati.

www.consorziovalpolicella.it 

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diUmberto Gambino

Concluso il trentennale percorso televisivo al Tg2 in Rai, si è aperto per me un nuovo capitolo professionale. WineReporter è una vera e propria ripartenza: oggi sono più motivato che mai a dedicare ogni mia energia al mondo della viticoltura e dell'enologia che è e resta il mio habitat naturale. Il mio obiettivo di giornalista è quello di raccontare il vino in modo moderno, senza filtri, con una libertà nuova, utilizzando il potere delle immagini e del web per arrivare dritto al cuore del lettore. Oggi la mia carriera si muove lungo un binario preciso: la narrazione del vino intesa come valore economico, culturale e umano.