Mer. Ott 7th, 2026

Officina del Vento: il Grillo gentile e salino firmato da tre Master of Wine  

diUmberto Gambino

12 Agosto 2026

(U.G.) C’è un punto della Sicilia occidentale dove il vino nasce quasi per osmosi con il sale. È lo Stagnone di Marsala, riserva naturale scolpita dalle saline, dove nel 2022 tre Master of Wine italiani — Gabriele Gorelli, Andrea Lonardi e Pietro Russo — hanno comprato un ettaro di vigna e ci hanno costruito sopra un’idea prima ancora che un’etichetta. Da quell’idea è nato Salt West, il progetto-manifesto che tiene insieme tre interpretazioni del Grillo del territorio (la loro Officina del Vento, la Vignarara di Intorcia Heritage, la Firma del Tempo di Cantine Fina), tutte marchiate dal sigillo Radici nel mare. Non è un caso che il nome scelto sia proprio così esplicito: le viti, alcune ultracinquantenarie, affondano le radici in un plateau calcareo a suoli sabbioso-argillosi, circondate su tre lati dalle saline. Niente diserbanti, niente insetticidi, conduzione diretta dei tre soci — dalla potatura alla vendemmia, dalla vinificazione all’imbottigliamento. Il critico Robert Camuto (Wine Spectator) ha definito l’iniziativa un’opera di “resistenza viticola e riscatto territoriale” per la zona dello Stagnone di Marsala. Il progetto-manifesto è stato denominato “Salt West”, con sottotitolo appunto “Radici del mare”.

Non un progetto commerciale in senso stretto, dicono i tre MW, ma un atto di restituzione dalla profonda valenza culturale: riportare dignità a una terra che per generazioni ha prodotto solo la base alcolica per il Marsala, e che oggi rischia l’abbandono. Il 2023 è stata l’annata zero, presentata ufficialmente a Bologna nel marzo 2025, al portfolio tasting di Vino&Design — un debutto in appena 4.100 bottiglie, tutte numerate, tutte destinate a diventare un piccolo pezzo di archeologia enologica dello Stagnone. L’annata 2024 è stata degustata in via ufficiosa lo scorso aprile, al Vinitaly. La 2025 è in fase di affinamento in cantina.

Grillo Officina del Vento 2023

Ho assaggiato questo bianco che considero uno dei migliori esempi di Grillo prodotti in Sicilia negli ultimi anni. Un vino che si rifà alla scia virtuosa tracciata già da parecchi anni dal Grillo Mozia di Tasca d’Almerita. Nel calice Officina del Vento è di un giallo paglierino luminoso, con riflessi verdolini che tradiscono subito la sua giovinezza e la vicinanza al mare. Al naso apre su cedro e agrumi di Sicilia, poi si fa più inatteso: un accenno di idrocarburo, sottile ma netto, quasi a voler civettare con un grande Riesling renano: caratteristica che non stupisce, viste le radici che pescano in un plateau calcareo lambito dal sale, condizione che in altri terroir produce esattamente questo tipo di suggestione minerale. A seguire iodio, pesca e un tocco mediterraneo, salino, e infine cenni di frutta tropicale e pera Wiliams a scaldare il quadro olfattivo. In bocca la sapidità è protagonista assoluta: entra decisa e si trasforma quasi subito in sensazione salina vera e propria, sostenuta da una scia di freschezza che massaggia il palato senza mai spigolarlo — un sorso rotondo, morbido, che deve certamente qualcosa al leggero passaggio in legno previsto in vinificazione. La persistenza è corretta, non lunghissima, e la chiusura torna sull’agrume, chiudendo il cerchio con l’apertura al naso.

Grillo Officina del Vento 2024

Si presenta con una veste giallo paglierino e con evidenti influenze verdoline. Si svela gradualmente fra sentori di frutta a polpa gialla, agrumi siciliani ed erbe della macchia mediterranea, accompagnati da evidenti sfumature salmastre e minerali. Il sorso è teso, dinamico, nitido, molto delineato, profondo e contraddistinto da una spiccata e trascinante sapidità. Ha una struttura equilibrata con un finale lungo, pulito, equilibrato. Un vino che non urla, ma insiste — proprio come il vento che gli dà il nome.

In entrambe le annate la tiratura è stata molto limitata (poco più di 4.000 bottiglie).

Abbinamenti: le diverse opzioni con il cibo

La sapidità marina e la nota agrumata in chiusura richiamano naturalmente crudi di mare: ricci, ostriche, tartare di tonno rifinita con scorza di limone o cedro, dove il vino fa da controcanto salino senza sovrastare. Si abbina bene anche con un pollo alle erbe mediterranee o a una tempura di gamberi profumata con salvia fritta. Da provare con preparazioni più rotonde: un cous cous di pesce alla trapanese — piatto identitario di quella stessa costa — o un risotto ai frutti di mare con un tocco di zenzero, capaci di dialogare con la morbidezza del sorso senza tradirne la spina dorsale sapida. Per chi ama le contaminazioni, la componente quasi «idrocarburica» del naso regge bene anche accostamenti insoliti per un bianco siciliano: un formaggio fresco di capra con erbe, o addirittura un sushi a base di pesci grassi, dove la sapidità del Grillo pulisce il palato come farebbe un buon Riesling secco. Servire fresco, tra 8 e 10°C, in un calice non troppo stretto.

 

SCHEDA TECNICA

Vino Grillo Sicilia DOC — Officina del Vento
Annata 2023
Denominazione Sicilia DOC
Zona di produzione Riserva Naturale delle Isole dello Stagnone, Marsala (TP)
Vitigno Grillo 100%
Vendemmia Manuale, 18–26 agosto 2023
Vinificazione Pressatura diretta delle uve intere
Affinamento 75% acciaio inox, 25% barrique nuove di rovere francese; 10 mesi sulle fecce fini + 9 mesi in bottiglia
Gradazione alcolica 13% vol.
Bottiglie prodotte ~4.100 (prima annata)
Formato 75 cl
Temperatura di servizio 8–10°C

 

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diUmberto Gambino

Concluso il trentennale percorso televisivo al Tg2 in Rai, si è aperto per me un nuovo capitolo professionale. WineReporter è una vera e propria ripartenza: oggi sono più motivato che mai a dedicare ogni mia energia al mondo della viticoltura e dell'enologia che è e resta il mio habitat naturale. Il mio obiettivo di giornalista è quello di raccontare il vino in modo moderno, senza filtri, con una libertà nuova, utilizzando il potere delle immagini e del web per arrivare dritto al cuore del lettore. Oggi la mia carriera si muove lungo un binario preciso: la narrazione del vino intesa come valore economico, culturale e umano.